Inizio estate.

Un boschetto pervaso da un denso odore di fiori di castagno.

Tra gli alberi si sente il canto di un usignolo.
Un canto che risuona acuto e forte, come se perforasse l’aria tutto intorno.

Ogni volta che le foglie vengono scosse dal vento filtra un raggio di sole.
In quegli istanti la luce illumina un bocciolo di fiore di porro, di cui si scorgono i petali bianchi.
Accanto, un’ortensia sorregge il suo calice verde con le foglie aperte, rivolta verso il cielo.

Mentre esco dall’ombra dell’albero e mi faccio strada nel prato, i colori vividi di un gruppo di fiori catturano la mia attenzione.

Tra i delicati fiori che fluttuano spinti dal vento, cresce una peonia che ha cominciato a dare i frutti.

Un unico filo di ragnatela si estende tra due dei suoi steli.
Mi avvicino e un piccolo ragno verde chiaro, traslucido, si sposta dietro allo stelo come per nascondersi.
Do un colpetto allo stelo con le dita e il ragno salta su una foglia vicina, tirando il filo.

Alzando lo sguardo per un improvviso soffio di vento forte, vedo dei soffici semi di tarassaco sollevarsi verso il cielo, come attratti dalla luce del sole.

Stipa tenuissima ‘Pony Tails’, Dianthus superbus var. longicalycinus, Clematis ‘Étoile Violette’, Kniphofia ‘Bees’ Lemon’

Foto | Noboru Murata